
Addio a Pietro Polverini | LâAltrove
Con grande dispiacere apprendiamo la notizia della scoparsa di Pietro Polverini, giovanissimo autore, poeta e filosofo.
Pietro era nato nel 1992 a Fiastra, in provincia di Macerata, ed era laureato in Filosofia allâuniversitĂ di Macerata con una tesi incentrata sulla figura e la poesia di Amelia Rosselli. Molti i suoi contributi critici pubblicati su diverse riviste e libri.
La sua era una scrittura elegante, elaborata in ogni sua parte. Il suo esordio, Indice sommario di sbiadimento pubblicato dalla Casa Editrice Italic Pequod, porta con sĂŠ un lavoro di grande attenzione durato anni. Una lirica non affatto semplice nella sua immediatezza di lettura, piena di ricordo, presenze tastate, pathos.
Vogliamo quindi ricordare con voi questo fine poeta leggendo alcuni suoi testi tratti proprio da Indice sommario di sbiadimento:
Da sempre lâeternità è china su di voi:
per commozione straniera
vi slegate dagli oggetti,
dallâultimo lenzuolo verderame
di cui sarete ospiti.
E dal velo della cresima
cosparso sulla fronte,
lâincidenza dellâaria
vi sottrae dalla posa.
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Ă questo poco sole
nostro vero ricovero
o fresca croce dâoblio
lâobliquo uscio dalla
nebbia latebra: la vita
châera diventata seria
al principio dellâazzurro
dove sâassiepa il gelo
parla stanca e scompare.
Vorrei sapere delle parole
il numero: apprese
obliate, annotate.
Ora ho una corolla di nomi
che si spunta e sbiadisce:
non lasceranno traccia sulle
increspature delle labbra.
Delle parole vorrei sapere
forse fiato, forse voce
quale sarĂ la mia ultima:
tutto pieno di sonno e nebbia
potrei dire âacquaâ o âlenzuoloâ.
Ă uno stelo, non una selva
che si imbianca, perde liquore
ora stilo senza vena.
Ă uno stelo poi torna
in questo acquario
terso senza selva
con luce che non torna:
resta in un piccolo punto
riportami lĂ , lĂŹ ero tutto.
spesso a voi ritorno col pensiero
che siate vivi o morti poco conta:
circondati in un cerchio di betulla,
senza ago di luce, ma di foschia
solo lo spazio ha dovere di mischiare
le acque, sporgersi di fronte ad un
bosco â âlocus a non lucendoâ per dirti
che se gli occhiali si fanno appannati
di coltre biancofumo o di bruma senza
visione, resti ancora in controcampo.
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Un commento
FLORA FAZZARI
Trovo la poesia di questo giovane autore che,haimè non conoscevo,di una tale bellezzaâŚ
Credo che sapessi dentro di se che sarebbe scomparso giovaneâŚ
Noi conosciamo,meglio di chiunque,il nostro camminoâŚ